MY BOOKS

T. Gazzarri, Seneca, De Brevitate Vitae. Introduzione Commento e Traduzione. Mondadori: Milan, 2010.

Tra i dialoghi filosofici più famosi di Seneca, il "De brevitate vitae" venne composto probabilmente tra il 49 e il 55 d.C. ed è dedicato a Paolino, da identificarsi forse con il suocero del filosofo: un uomo dunque sufficientemente maturo per comprendere e apprezzare la profondità del messaggio senecano. Il tema trattato è di quelli che rimangono di perenne attualità: la fugacità del tempo e la brevità della vita. Che però, sostiene Seneca, appare tale solo a chi, non sapendone afferrare la vera essenza, si disperde in mille futili occupazioni. Di fronte a questa massa di occupati, "assediati" dalle proprie inutili attività, Seneca propone il suo modello umano, il saggio che si dedica all'otium, vivendo in prima persona l'alternativa etica alla società violenta dell'epoca neroniana e trovando nella riflessione filosofica il metodo per ristabilire l'equilibrio morale e recuperare la salute dello spirito; la conoscenza di sé diventa così il punto di partenza per dare un significato nuovo al proprio agire nel mondo e al suo valore sociale. Riappropriarsi del proprio tempo vuol dire dunque rivendicare con forza il diritto di riappropriarsi di se stessi, esercitando la forma più alta di libertà, di esperienza culturale e intellettuale, di una socialità che affratella gli uomini.

T. Gazzarri, Plauto, Poenulus, Truculentus. Introduzione Commento e Traduzione. Mondadori: Milan, 2015.

Attraverso le vicende del cartaginese Agoràstocle, rapito e venduto come schiavo da bambino e al centro di una complicata vicenda di eredità, amori, trucchi e agnizioni, la commedia Poenulus, “il Cartaginesino”, introduce nel teatro plautino uno spunto di riflessione sull’umanità del nemico, sul significato della presenza dell’“altro”, poiché nessuno più dei Cartaginesi incarnava per il pubblico romano i connotati dello “straniero”. Al centro del Truculentus (“lo zotico”) c’è invece una scaltra cortigiana, Fronesio, che riesce a circuire i suoi tre amanti e si rivela uno dei più antichi esempi letterari di femme fatale. Ad accomunare le due commedie è il tema della guerra (le guerre puniche in particolare) e dei profondi cambiamenti socio-culturali che ne sono derivati. Le figure marginali nella Roma repubblicana, lo straniero e la donna, divengono in queste tarde opere plautine protagoniste, a testimonianza di come Plauto seppe affrontare anche le scottanti questioni poste dalla Storia sulla scena romana a lui contemporanea.

T. Gazzarri, The Stylus and the Scalpel. Theory and Practice of Metaphors in Seneca's Prose. De Gruyter: Berlin, 2020. (Forthcoming)

Seneca’s developed metaphors draw on what is known to describe the unknown. They put hard ethical in highly accessible, and often quite entertaining, terms. The present book provides a functional description of Seneca’s dialectical relation between metaphorical language and philosophy. It shows how Stoic philosophy finds a new means of expression in Seneca’s highly elaborated rhetorical discourse, and how this relates to the social and cultural demands of Neronian culture. Metaphors are purposely utilized to work "collectively" rather than by category or type and that, therefore, the analysis of what metaphors do when Seneca chooses to combine them in clusters, demonstrates the existence of a "metanarrative of rhetoric". This approach is fundamentally innovative and has the advantage of gauging the functioning of Senecan style as a whole, rather than focusing on single features of its rhetorical functioning. The main target is to show how philosophical preaching materially contributes to the healing of human soul because it shapes the individual’s cognitive faculty in a way that is physical and not simply figurative. The stylus and the scalpel blend in their functions. This kind of therapy is not just the simulacrum of a more "real" one, it is in itself medical in nature.